venerdì 31 ottobre 2014

Abbasso halloween, viva i SANTI.

...Festeggiare la festa di halloween è rendere un osanna al diavolo, il quale, se adorato anche soltanto una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Poi non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologici e pschiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi. La festa di halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L'astuzia del demonio sta proprio qui...(Padre Gabriele Amorth)


La chiesa celebra l'Eucaristia il giorno di tutti i SANTI, santi conosciuti e sconosciuti, tutte le persone buone che nella loro vita hanno fatto del bene e hanno amato. I Santi hanno fatto e fanno bella la Chiesa. Pregano e agiscono.
Nei Santi si riconosce un tratto del volto di Cristo.



sabato 25 ottobre 2014

...ma la palma è innamorata...?!?

Il melograno anche quest'anno ha fatto tanti frutti, molto strano, di solito un anno abbondante ed un altro no. 
In primavera tanti fiori si sono trasformati in frutti grandi, belli, buoni da gustare. Lui è ancora innamorato come non mai.
Ogni mattina quando si alza il melograno pensa a lei...
Quando va a dormire pensa a lei...
Durante il giorno se ha la mente occupata bene...appena smette...i pensieri vanno sempre verso la palma...
Un sogno intoccabile ma, proprio per questo ha scoperto che l'ama immensamente. Può anche andare ad abitare in Australia ma, finché ha vita se la ricorderà per sempre...
Chissà se la palma si è innamorata pure lei...ci spera tanto...anche se sa che per entrambi è un sogno irraggiungibile...
Il melograno non è più ossessionato come un tempo, che se non la vedeva o sentiva la sua voce, stava male.
Ora anche se la vede ogni tanto è contento ugualmente, perché questo sogno lo custodisce nel suo cuore!


sabato 20 settembre 2014

L'abbraccio di un sacerdote: MIO ZIO.

Caro zio,
quando arrivavi dagli U.S.A. e venivi a salutarmi mi abbracciavi. A me dicevi "Hei Marta" saluto e accento americano, mi tenevi tra le tue braccia ed in quell'abbraccio percepivo tutto il tuo mondo, vissuto oltre oceano che ti portavi dietro ogni volta che venivi a visitare la tua famiglia.

Una vita che avevi scelto volontariamente, nessuno ti aveva obbligato.
Appena diventato sacerdote avevano chiesto a te e ai tuoi compagni chi voleva partire in missione. Tu sei stato l'unico a dire "SI" vado io.

All'epoca il viaggio era in nave e c'erano parecchi giorni di navigazione prima di arrivare a destinazione: Ecuador questa è stata la tua prima missione.

Nella foto ricordo che abbiamo a casa ci sei tu a cavallo, mentre lo stesso sta in piedi con solo le due zampe posteriori; nella foresta era questo il mezzo di locomozione principale. Poi giravi anche con un fuori strada scalcinato e bianco che quando si rompeva lo sapevi aggiustare alla perfezione (qualità ereditata di famiglia)!!!

Dopo 20 anni i tuoi superiori hanno deciso di inviarti negli Stati Uniti, dove hai iniziato a girare in alcune parrocchie.



Ti scrivo queste due righe perché siamo settembre e 3 (tre) anni fa in questo mese eri tra noi, qui in Italia. Siamo stati insieme al santuario di Monte Berico accompagnato dalla tua cuoca che ti assisteva nell'ultimo viaggio (ma io, con la speranza sempre nel cuore, non lo sapevo).

Ti ho visto piangere per la prima volta seduto in carrozzella (perché faticavi a deambulare), durante la S. Messa, non concelebravi, ma l'assistevi e partecipavi come tutti noi.

Mi hai chiesto di pregare per te, sentivo che avevi paura della malattia, di morire, tutto era capitato come un fulmine a ciel sereno. Abituato a dipendere da nessuno e all'improvviso trovarsi a dipendere da tutti. 

Alla fine di settembre ti ho abbracciato prima che tu ripartissi, non avevi più la tua bella pancia, perché eri stato operato, eri magrissimo e non sapevo neanche che era il tuo ultimo abbraccio.

Ora tutte le preghiere, che forse non ho detto abbastanza per te, le sto riversando verso un altro sacerdote, che stimo e voglio molto bene e che il Signore, nella sua infinita misericordia, ha posto sulla mia strada.

Un abbraccio forte, zio Claudio.

Tua nipote Marta

Lettera precedente: Ciao, caro zio sacerdote.