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sabato 29 aprile 2017

La Stella che brilla nel cielo

           (So bene che la foto rappresenta il sole, ma non ho foto di stelle).

La mia passione e conseguente apertura di questo blog è nata nell’estate del 2011, forse per scrivere ciò che avevo nel cuore in quel periodo, di un amato zio sacerdote residente negli USA in cui era agli ultimi stadi di vita.
In estate mi sono portata in vacanza un poco di stoffe e nei giorni di pioggia in cui in montagna è impossibile uscire, ho iniziato a tagliare qualcosa e cucire a mano un astuccio.
Ritornata a casa, in settembre 2011 è arrivato lo zio sacerdote ed è stato l’ultimo mese in cui l’ho visto in vita.
Gli avevo cucito un semplice portachiavi ed invece di mettere al centro un cuore, perché mi vergognavo, essendo lui un sacerdote, anche se era mio zio, ho cucito una stella. Ora penso sempre che è la stella che brilla in cielo, per ricordarmi che lui mi è sempre vicino.
Perché parlo tanto di questo zio sacerdote, fratello di mio papà.
Perché è stata l’unica persona, (lui che quando mi è venuto a trovare per vedere la mia casa, il primo maggio del 2008, nel paese dove mi sono trasferita dopo essermi sposata, circa 100 Km dalla mia città) ad incoraggiarmi e dirmi “Marta hai fatto bene a venire a vivere qua, a staccare i legami con la famiglia”. Lo diceva uno che ha scelto la sua missione di sacerdote a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia.
Ho iniziato così la mia avventura, reduce da due corsi di taglio e cucito e avendo visto in internet dei bei blog che descrivevano tante cose belle da provare e mettere in pratica.

(Ho scritto tutto questo perchè sto iniziando ora la #lunadimielebiz suggerita un'anno fa da Gioia Gottini, come re-innamorarti del tuo biz).

N.B: Se vuoi leggere, qualcosa di più della vita di mio zio guarda sotto l'etichetta "Los Angeles".

sabato 20 settembre 2014

L'abbraccio di un sacerdote: MIO ZIO.

Caro zio,
quando arrivavi dagli U.S.A. e venivi a salutarmi mi abbracciavi. A me dicevi "Hei Marta" saluto e accento americano, mi tenevi tra le tue braccia ed in quell'abbraccio percepivo tutto il tuo mondo, vissuto oltre oceano che ti portavi dietro ogni volta che venivi a visitare la tua famiglia.

Una vita che avevi scelto volontariamente, nessuno ti aveva obbligato.
Appena diventato sacerdote avevano chiesto a te e ai tuoi compagni chi voleva partire in missione. Tu sei stato l'unico a dire "SI" vado io.

All'epoca il viaggio era in nave e c'erano parecchi giorni di navigazione prima di arrivare a destinazione: Ecuador questa è stata la tua prima missione.

Nella foto ricordo che abbiamo a casa ci sei tu a cavallo, mentre lo stesso sta in piedi con solo le due zampe posteriori; nella foresta era questo il mezzo di locomozione principale. Poi giravi anche con un fuori strada scalcinato e bianco che quando si rompeva lo sapevi aggiustare alla perfezione (qualità ereditata di famiglia)!!!

Dopo 20 anni i tuoi superiori hanno deciso di inviarti negli Stati Uniti, dove hai iniziato a girare in alcune parrocchie.



Ti scrivo queste due righe perché siamo settembre e 3 (tre) anni fa in questo mese eri tra noi, qui in Italia. Siamo stati insieme al santuario di Monte Berico accompagnato dalla tua cuoca che ti assisteva nell'ultimo viaggio (ma io, con la speranza sempre nel cuore, non lo sapevo).

Ti ho visto piangere per la prima volta seduto in carrozzella (perché faticavi a deambulare), durante la S. Messa, non concelebravi, ma l'assistevi e partecipavi come tutti noi.

Mi hai chiesto di pregare per te, sentivo che avevi paura della malattia, di morire, tutto era capitato come un fulmine a ciel sereno. Abituato a dipendere da nessuno e all'improvviso trovarsi a dipendere da tutti. 

Alla fine di settembre ti ho abbracciato prima che tu ripartissi, non avevi più la tua bella pancia, perché eri stato operato, eri magrissimo e non sapevo neanche che era il tuo ultimo abbraccio.

Ora tutte le preghiere, che forse non ho detto abbastanza per te, le sto riversando verso un altro sacerdote, che stimo e voglio molto bene e che il Signore, nella sua infinita misericordia, ha posto sulla mia strada.

Un abbraccio forte, zio Claudio.

Tua nipote Marta

Lettera precedente: Ciao, caro zio sacerdote.

venerdì 22 novembre 2013

Ciao, caro Zio sacerdote!

E' tutta la sera che cerco questa foto e finalmente l'ho trovata.
Questa foto ci è arrivata qualche mese dopo la tua salita al cielo. La conservavi nel tuo studio, tra le tue cose.
A noi, tua famiglia, ha fatto un po' pensare e cercare di capire dove ti trovavi in questa immagine. 
Perché tu abitavi in California - Los Angeles, dove la neve non arriva mai d'inverno, anzi il cappotto non sanno nemmeno cosa sia da quelle parti.
Qui sicuramente eri al Nord degli Stati Uniti in qualche casa di formazione, perché dietro si trova la statua del fondatore del tuo ordine San Leonardo Murialdo.
Ho dovuto scriverti due righe caro zio Claudio, perché ultimamente mi piace molto farlo (chissà da chi ho preso vero?!?).
Volevo ringraziarti caro zio, quest'anno a me sono successe tante cose bellissime: ho iniziato a frequentare la parrocchia, ho conosciuto persone meravigliose, ho iniziato a fare catechismo ai bimbi, ho fatto il mio primo viaggio in Terra Santa e mi sa che tutto questo Grazie anche alla tua intercessione...

Arrivederci in Paradiso.

giovedì 22 novembre 2012

Ci rivedremo in Paradiso - Un anno dopo

Ciao Zio Claudio, oggi il giorno di Santa Cecilia è un anno che sei tornato alla casa del Padre. Quel giorno c'è stata grande festa per te in cielo.

Anche se noi qui in Italia eravamo un pò tristi perchè non ti avremmo più rivisto. Non saresti più venuto in Italia a vedere i tuoi familiari. Non avremmo più ricevuto i tuoi auguri di Natale o sentito qualche volta la tua voce per telefono o via Skype. 

L'anno scorso dopo la notizia arrivata dalla California, ho pianto per un mese.
Il tuo funerale l'abbiamo immaginato; poi però una cara signora anziana della tua parrocchia ci ha inviato le foto della cerimonia. 
Alla S. Messa erano presenti 20 (venti) sacerdoti e 3 (tre) vescovi.

Parroco per 27 anni di una chiesa bilingue dove tutte le cerimonie e le varie attività dei gruppi si svolgono in lingua inglese e spagnola. Sei stato molto amato dalla tua gente, specie i latino/messicani. 
Ti trovavi a San Pedro - California.

Sei sepolto in un angolo di Paradiso, non sembra nemmeno un cimitero. Ci sono panchine, ruscelli, ponti, tanto verde, fiori.
Ora sto meglio caro zio sacerdote, anche se manchi a tutti noi. 

Le tue foto sempre sorridente della tua vita prima sacerdote-missionario in Ecquador per 20 anni e poi parroco negli USA ci ricordano che hai donato e lavorato tanto e sempre con gioia per far conoscere Gesù Cristo a tutti coloro che incontravi.

Ci rivedremo in Paradiso - Un anno fa 

lunedì 23 gennaio 2012

Mela o presina?


Questa è la  presina che ho fatto come Dono per Elisa. 



Lo so, erano le prime foto che facevo, non sapevo dove e come farle.
La presina non ha lo sbieco che gira meglio, l'ho imparato qualche mese dopo, (ma solo fettuccia verde)!!!!!!!!

Io avevo disegnato una mela, poi è uscita così.
Davanti e dietro oppure dietro e davanti: come si preferisce.





Elisa, cuoca messicana, ma vive da parecchi anni negli Stati Uniti (mio zio le aveva anche insegnato a fare ricette italiane): è venuta in Italia per accompagnare lo zio sacerdote e per lei era la prima volta che visitava il nostro Bel Paese: Padova, Venezia, Vicenza, i colli Berici con il santuario di Monte Berico e ..................noi tutti parenti dello zio missionario.

martedì 17 gennaio 2012

Svuotatasche...partito per Los Angeles

Famoso (almeno per me) e primo svuotatasche che ho fatto a settembre e partito alla volta di Los Angeles come regalo alla cuoca di mio zio sacerdote.
Scrivo oggi perchè è il compleanno di mio zio Claudio e certamente sta festeggiando in cielo, con tutti coloro che ha incontrato e con gli Angeli e i Santi.

L'ho copiato "da chi" direte voi? Da una cugina di mia mamma sarta, che quando mi sono sposata me ne ha fatto uno simile (insieme ad un corredo da cucina che proverò a rifare con il tempo); prendendo questo come modello ho provato a rifarlo...sembra facile.......ma........lei è sarta da una vita.....io no!





Primo: per girare tutt'intorno ho messo della semplice fettuccia e non sbieco che gira meglio (sinceramente non lo sapevo, me l'hanno detto dopo), quindi anche qui per un giorno intero a cucire e disfare la fettuccia che di girare attorno non ne voleva proprio sapere......poi non avendo più fettuccia gialla ho dovuta aggiungerne un'altra di colore giallo ocra per fare i lacci...........direte voi bastava andare a comprarla............certamente, solo che abitando un pò lontano dal centro del paese e non avendo l'auto per spostarmi ho usato ciò che avevo in casa..................


Questo sotto invece, me l'ha commissionato mia sorella, per un DONO di Natale, ho messo lo sbieco e quindi con meno "stress" in corso sono riuscita a farlo più velocemente...anche se non sempre perfetto!!!!


martedì 22 novembre 2011

Ci rivedremo in Paradiso

Ciao Zio Claudio, come stai?

E' l'ultima email che ti ho inviato la settimana scorsa, la quale non hai risposto. (Anche se in tutti questi mesi ho sempre preferito inviarti una cartolina). Era circa una settimana che eri a letto, facevi fatica a mangiare, ad alzarti.

Ora mi dicono che sei salito al cielo alle 13.00 circa di oggi ora italiana, perchè a Los Angeles è mattina presto.

Non riesco a non piangere, zio sacerdote sempre stato in missione.
Sei partito nel lontano 1958 per le foreste dell'Equador e la prima volta che tornavi a casa per visitare tua madre è stato nel 1967, ed in quei giorni mi hai anche battezzato.

La tua vita dicevi era li, missionario, anche quando saresti stato in età di pensione, saresti rimasto in USA.
Ad aprile di quest'anno all'improvviso è arrivata una malattia all'intestino, operato d'urgenza, l'oncologo ti dava solo dai 6 ai 9 mesi di vita. Non hai voluto fare terapie. L'unica terapia la preghiera di tantissime persone!

Ma a settembre, accompagnato dalla cuoca, sei riuscito a venire in Italia, a Padova a vedere i tuoi fratelli, noi nipoti e la tua città. Hai detto che era la prima volta che viaggiavi in aereo in prima classe, si stava molto comodi, poltrone larghe.

Continueremo sempre a pregare a vicenda. Ora più che mai.

Quest'anno aspettavo con ansia i tuoi auguri di Natale cartacei (che nell'era della tecnologia non si ricevono più).

Ora ho tirato fuori tutti i biglietti degli anni scorsi, a turno ne metterò fuori uno.

Ti voglio bene, zio.  Arrivederci in Paradiso. Con Maria e Gesù Cristo!

Tua nipote Marta